Non solo i social

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Anche una banale app in mano a un governo smaliziato pu diventare uno strumento di propaganda. A cadere nella trappola Pokmon Go, gioco che ha segnato record di download riportando in auge i celebri mostriciattoli giapponesi. Firmato da Nintendo con lo sviluppatore Niantic, il gioco semplice e coinvolgente: grazie alla realt aumentata mostra sullo schermo dello smartphone ci che viene ripreso dalla fotocamera posteriore e poi vi aggiunge dei mostriciattoli digitali. Il giocatore deve non solo catturarli ma anche allevarli e farli combattere. Insomma, un giochino, ma in mano ai russi diventato un’arma di destabilizzazione e il metodo usato molto sottile.

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La pagina Tumblr e il concorso

Nel luglio 2016 era apparsa una pagina di Tumblr che promuoveva un concorso tra giocatori all’apparenza normale. Chiedeva alle persone vicine al Black Lives Matter, il movimento Usa contro le discriminazioni razziali, di giocare vicino ai luoghi dove si era consumati abusi sui neri da parte della polizia. In pi, per, la pagina chiedeva di cambiare il proprio nome con uno delle vittime di quelle brutalit e lo scopo dichiarato era di sensibilizzare l’opinione pubblica su una pagina oscura della quotidianit statunitense. Fin qui, insomma, niente di grave se non fosse che quella pagina Tumblr, in realt, apparteneva alla famigerata Internet Research Agency, la fabbrica dei troll che cerca di influenzare l’opinione pubblica in Rete per contro del Cremlino. Tutti ne abbiamo sentito parlare, essa la responsabile delle pubblicit pro Trump pubblicate su Facebook prima delle elezioni.

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Un pretesto per dividere

E qui la storia cambia. Stando alla Cnn, la sensibilizzazione verso fatti di sangue non c’entra nulla, Pokmon Go era stata usata dall’ Internet Research Agency come strumento di destabilizzazione del Paese, come leva per far infiammare gli animi. Il concorso infatti era apparso proprio quattro mesi prima delle elezioni Usa e peraltro non c’entrava nulla con la lecita Black Lives Matter ma rimandava a un’altra pseudocampagna per i diritti delle minoranze, quel Do Not Shoot Us che dilagata in ogni canale social prima che le aziende hi-tech ne cancellassero i profili. E cos, anche un ingenuo giochino, pu diventare un’arma e senza che nessuno se ne accorga.

[ Fonte articolo: Corriere ]

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