Brolin: “Italia perdonami, ma tiferò Svezia“

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Parla l'ex attaccante, bandiera del Parma nella prima metà degli anni novanta. Lo spareggio sarà come una partita a poker: "Devi essere preparato mentalmente e devi saper rischiare

STOCCOLMA – Tomas Brolin è una figurina preziosa degli anni Novanta, l'icona di un'epoca in cui la Svezia arrivava terza al Mondiale e l'Italia era la meta più ambita. Ha giocato nel Parma dal '90 al '95, è tornato per pochi mesi nel '97, si è ritirato definitivamente nel '98. "Sarò allo stadio, in fondo è la mia partita. Perdonami Italia, ma tiferò Svezia".
Chi è favorito?
"Sicuramente gli azzurri, sulla carta sono la squadra migliore. Però i Blågut hanno battuto la Francia e offerto sempre belle prestazioni in casa. Noi siamo già contenti di essere ai play off, non ci credeva nessuno, senza Zlatan e con un nuovo ct".
Le piace la Svezia post Ibrahimovic?
"Sì, è un collettivo che ha saputo compattarsi e andare avanti quando lui ha lasciato la nazionale. Forsberg è l'uomo più importante in un centrocampo molto tecnico, ha un'ottima visione di gioco, spazia molto, va avanti e indietro, e se vede un buco nella difesa è bravissimo a infilarsi, se l'Italia glielo permetterà. È maturato in Bundesliga, se la Svezia ha una speranza di passare è riposta in lui".
E del ct Andersson cosa dice?
"Ha fatto ottime cose in poco più di un anno. A Norrköping ha vinto uno scudetto, vuole uomini che credano nella sua filosofia. In nazionale ha capito subito come giocare, un calcio molto veloce in cui tutti sanno cosa fare. Pensavamo già che fosse l'uomo giusto per l'Europeo 2020, a sorpresa siamo in lotta per il Mondiale. E poi alla Friends Arena giochiamo in dodici, l'apporto del pubblico è straordinario. Credo che la Svezia possa fare una bella sorpresa. Bella per noi, intendo. Brutta per gli italiani".
Insomma la Svezia merita il Mondiale?
"Se batterà gli azzurri, allora lo avrà meritato. Non ho visto l'Italia in grande forma, se incapperà in una giornata storta allora la Svezia potrà approfittarne. Altrimenti sarà durissima".
Buffon, suo compagno al Parma, è ancora in campo.
"Non mi sorprende. A lui piace giocare a calcio, finché sta bene andrà avanti, per me smetterà a cinquant'anni. Ha fatto vedere di essere ancora il numero 1, ha appena ricevuto il premio Fifa, perché dovrebbe ritirarsi? Mi auguro solo che in questi play off la sua forma cali un po'…"
Quali ricordi conserva dell'Italia?
"Sono arrivato negli anni 90, la A era il campionato più bello del mondo. Adesso non lo è più, i grandi campioni scelgono altri tornei. Resta un paese meraviglioso, di grande cultura, in cui si mangia bene: ho ancora tanti amici a Parma, torno una o due volte l'anno, non mi faccio mancare un piatto di tortelli alla zucca o alle erbe. In Italia mi riconoscono tutti, la gente mi vuole ancora bene ed è segno che ho lasciato un bel ricordo. Io custodisco gelosamente quello della Coppa delle Coppe vinta a Wembley".
Il Parma è fallito ed è ripartito dai dilettanti.
"È l'unica squadra che seguo tutti i giorni, grazie al web. Quest'anno sarà difficile essere promossi al primo colpo in serie A, ma la classifica è stretta e finché siamo lì in alto, beh, ce la possiamo giocare".
Dopo il suo ritiro l'abbiamo vista come giocatore di poker.
"Mi hanno visto tutti! Avevo un contratto con Unibet. Ora sono padrone di una compagnia, Andelskungen, che fa scommesse sul trotto. E da vent'anni sono nel business degli aspirapolveri, ho investito in una spazzola, insieme all'inventore: si chiama Twinner, è molto più bassa e cattura lo sporco meglio di altre marche. Ne vendiamo 150mila pezzi ogni anno in Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, vogliamo ampliare il mercato".
Svezia-Italia è una partita di poker,OAS_RICH(‘Bottom’); in fondo.
"Assolutamente sì. Al tavolo verde devi pensare come ragionano gli avversari. Devi essere preparato mentalmente e devi saper rischiare. Ecco, in questi spareggi conta molto la testa, ma è importante anche rischiare".
E chi rischia di più, stavolta?
"Forse l'Italia, perché arriva con questo peso sulle spalle. Noi siamo contenti anche se usciamo ai play off. Voi? Non credo…".
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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