La prova di R2D2 e BB-9E, i nuovi droidi di Sphero per “Star Wars”

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Riproduzioni perfette che si guidano con lo smartphone e sono dotate di espressioni, ma quanto costa la nostalgia?

Con l’arrivo nei cinema de Gli Ultimi Jedi, ottavo episodio della saga di Star Wars (senza contare spin-off e progetti collaterali) la macchina del merchandising si è rimessa in moto con estrema efficienza. Tra gadget, giocattoli, set Lego, costumi, statuine e tazze ricordo sono stati presentati anche i nuovi droidi di Sphero, azienda specializzata nella creazione di giocattoli di altissimo livello tecnologico (e relativo costo). 

 

I nuovi droidi Sphero quest’anno sono due: uno è BB-9E, ovvero la versione “cattiva” di BB-8 che impareremo a conoscere nel nuovo film, l’altro è R2D2, da noi per anni conosciuto come C1P8, storico compagno di Luke Skywalker e personaggio conosciutissimo. 

 

 

Entrambi si pilotano esattamente come il loro predecessore, sfruttando un’app per iPhone e Android che si connette istantaneamente al droide prescelto e permette di fare una serie di azioni. È possibile semplicemente muoverli in ogni direzione, stabilire una rotta o lasciarli in modalità “sorveglianza” ovvero con un movimento autonomo in cui cambiano direzione ogni volta che urtano qualcosa. 

 

La parte più divertente riguarda forse le “espressioni” che volendo è possibile far eseguire ai due robottini, che replicheranno, soprattutto nel caso di R2D2, gli stessi suoni del film. Purtroppo BB-9E non è dotato di altoparlanti, quindi i suoni arriveranno dallo smartphone, mentre nel caso di R2D2 gli ingegneri di Sphero sono riusciti a dotarlo di uno speaker, quindi sarà lui stesso a emettere fischi e urletti, la sua fisicità inoltre gli garantisce senza dubbio una maggiore “espressività”, visto che può saltellare su due piedi quando è arrabbiato e addirittura crollare a terra, simulando un elettroshock. 

 

A tutto questo si aggiunge la possibilità di far interagire i due droidi fra di loro, ma ovviamente dovrete comandarli con due telefoni differenti, e la modalità che vi permetterà di guardare i film di Star Wars insieme a loro, gustandovi le loro reazioni in base alla scena. 

 

 

L’ultima funzione disponibile è una sorta di viaggio tridimensionale che vi permetterà di esplorare l’interno del Millenium Falcon, nel caso di R2D2, o di un nuovo incrociatore stellare, nel caso di BB-9, muovendovi all’interno di esse in una sorta di realtà aumentata. Una funzione carina, ma che aggiunge tutto sommato poco. 

 

Dal punto di vista della guida, R2D2 si rivela particolarmente facile da comandare, è abbastanza lento quindi non rischiate di mandarlo a sbattere per sbaglio contro quel vaso preziosissimo della nonna, BB-9E invece si pilota esattamente come la sua controparte buona, quindi è veloce, un po’ imprevedibile e deve fare i conti con l’inerzia che lo porta a dondolare continuamente. L’effetto generale è decisamente meno scenografico. 

 

 

Per un fan di Star Wars i primi minuti con questi droni sono un’emozione unica, perché sono di fatto i giocattoli che hanno sognato da piccoli e che finalmente oggi possono toccare con mano e comprare con la scusa di farli usare ai figli. Luci, suoni, movimenti, sono identici, visto che Sphero ha studiato ogni frame dei film per restituire una sensazione identica e il risultato è stupefacente. Bisogna tuttavia anche essere onesti, perché quando la nostalgia svanisce ci si trova tra le mani un giocattolo molto costoso per quello che fa, parliamo di 200 euro per R2D2 e 160 per BB-9E. Quanto vale per voi il brivido di vedere R2D2 che fischietta per casa vostra? Solo voi potete rispondere. 

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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