Europa League, AEK Atene-Milan 0-0: qualificazione rimandata per i rossoneri

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La squadra di Montella rimanda la qualificazione ai sedicesimi di finale. Da segnalare un palo di Montolivo e qualche lampo di Suso. Ma il gioco resta pericolosamente monotono

ATENE – A pochi chilometri da qui, al Pireo, anche il Barcellona di Messi è stato fermato due sere fa dall'Olympiacos. Ma non tutti gli  0-0 sono uguali. Quella era la Champions, questa l'Europa League e il pareggio senza gol del Milan con l'Aek, oltre a ritardare la qualificazione ai sedicesimi di finale, alimenta la sensazione di incompiutezza dell'erigenda squadra di Montella, atteso nella trasferta in casa del Sassuolo da un nuovo esame per la panchina. Il Milan è andato più vicino alla vittoria, con un palo di Montolivo. Però il gioco, a parte qualche lampo di Suso, resta pericolosamente monotono.  

TIFOSI FERITI – L'atmosfera, in uno stadio Olimpico semipieno e con un prepartita fin troppo bellicoso (un gruppo di ultrà milanisti è stato aggredito in una stazione della metropolitana, 9 i feriti, 3 dei quali finiti all'ospedale), ha richiamato quella di antiche sfide. In campo, però, il ritmo era sonnolento. Il primo tempo non ha nemmeno lontanamente acceso la famosa scintilla, metafora cara a Montella. L'Aek di Jimenez – che è certamente inferiore per tecnica e che per di più era orfano del suo migliore giocatore, l'infortunato Mantalos – ha mostrato superiore agonismo, rispetto agli spenti milanisti: nulla di straordinario, ma  comunque sufficiente a trascinare i 40 mila tifosi a cori perpetui in sottofondo.

CERCASI SCINTILLA – A cavallo del quarto d'ora la prevalenza dell'Aek nel palleggio si è manifestata in una ripetuta serie di passaggi orizzontali e in due tiri pericolosi. Il primo di Galo, di controbalzo da fuori area su respinta corta, è finito a lato. Il secondo di Lopes, in corsa su imbucata di Araujo, è stato respinto da Donnarumma. L'ammonizione di Musacchio, per un fallo al limite dell'area sullo slalomeggiante ex del Bologna Christodoulopoulos, ha confermato le difficoltà del Milan sugli avversari lanciati palla al piede. Ma ancora più complicata è parsa l'uscita nella metà campo dell'Aek, presidiata al centro da due interni solidi ma poco inclini al guizzo di fantasia (Johansson e Simoes) e sulle fasce da Galo e Lopes, propensi all'anticipo su Borini e Rodriguez. La lentezza  dell'azione e l'assenza di spazio impedivano il recapito del pallone in verticale a Silva e Cutrone, anche perché Çalhanoglu indulgeva spesso al superfluo vezzo stilistico. Anche Locatelli, a disagio nei corridoi che si aprivano talvolta per i ritardati scivolamenti nel meccanismo di passaggio dalla difesa a 4 a quella a 3 e viceversa, si è fatto ammonire prima dell'intervallo.

LAMPADINA SUSO – Il primo tiro del Milan verso la porta di Anestis è arrivato al 44': lo ha tentato Bonucci, con mira altissima. Gli ha risposto subito Galo, con un sinistro piazzato di vano stile maradoniano, con esito ben diverso dall'originale. Montella ha preso atto dell'inoffensività della squadra e ha inserito dall'inizio della ripresa Suso, ormai dichiaratamente l'unico munito della necessaria pietra focaia. L'ingresso dello spagnolo al posto di Cutrone è sembrato anche un attestato di fiducia verso Çalhaloglu: nel 3-4-2-1, infatti, il  turco ha condiviso col compagno i compiti del trequartista alle spalle si Silva. Dopo una schiacciata di testa a lato di Vranjes, che ha anticipato il distratto Musacchio (un paio di vistosi errori anche in palleggio) e ha messo i brividi a Donnarumma , in effetti il Milan ha finalmente preso in mano il gioco, lasciando all'Aek il contropiede. Anche Montolivo si è giovato della presenza di un omologo con cui duettare. Non è un caso che Anestis abbia cominciato a prendere paura, prima per un tocco debole di Romagnoli su cross di Çalhanoglu e poi proprio con Montolivo, che in diagonale da destra ha colpito il palo, ancora su imbeccata del numero 10.

FINALE FIACCO – La reazione di Christolodoupoulos, un rasoterra appena fuori, ha chiuso la sua partita: rimpiazzandolo con l'ex interista Livaja, è come se Jimenez avesse voluto pescare in panchina il suo Suso. Il breve risveglio di Çalhanoglu siOAS_RICH(‘Bottom’); è completato con un destro arcuato, non difficile per Anestis. Poi Kessié ha sostituito Locatelli, ma la partita si è rispenta a poco a poco, né le cose sono cambiate con Kalinic, nel finale, al posto di Silva.  L'ultimo brivido ha provato a darlo con un destro da fuori lo svedese Johansson, avversario della Nazionale di Ventura nell'imminente play-off per il Mondiale. Nuovi appuntamenti incalzano. Quelli del Milan di Montella potrebbero essere decisivi.

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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