Videogiochi: con “Wolfenstein 2: The New Colossus” torniamo nell’America occupata dal Terzo Reich

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Riprende l’epica lotta ai nazisti del Capitano B.J. Blazkowicz in una storia ucronìca dai risvolti contemporanei

Wolfenstein è il capostipite degli sparatutto in prima persona e il Capitano William Joseph Blazkowicz è l’archetipo videoludico della lotta contro il nazismo. Così quando Bethesda, dopo alti e bassi, acquisì i diritti del brand e annunciò di aver commissionato un nuovo capitolo della saga a uno sconosciuto studio di sviluppo svedese, MachineGames, una buona dose di scetticismo serpeggiò nella comunità dei videogiocatori. 

 

 

Quando tre anni fa uscì Wolfenstein: The New Order fu una sorpresa scoprire un videogioco raffinato, una storia ucronìca di un’America alternativa sotto occupazione nazista. Uno sparatutto, a tratti brutale, in single player che dava spazio a trama matura e ben tratteggiata, dove forte si sentiva l’influenza narrativa di The Man in the High Castle romanzo di Philip Dick, diventato in seguito una pregevole serie televisiva prodotta da Amazon. 

 

Oggi i MachineGames ritornano con Wolfenstein II: The New Colossus e ancora una volta, in controtendenza con le grandi produzioni, propongono un titolo di genere FPS in single player, lineare, ma dall’inaudita violenta bellezza.  

 

 

In un lampo di granata che urlava libertà, B.J. Blazkowicz chiudeva gli occhi alla fine di The New Order, per riaprirli all’inizio di The New Colossus

 

Il nerboruto marine di origini polacche, e si scoprirà di madre ebrea, è vivo per miracolo e nell’incipit lento e allucinato di The New Colossus le sue ferite diventano un escamotage per guidare il giocatore all’interno della storia. Narrazione che dura circa 14 ore e che cresce iperbolicamente come l’odio viscerale che si prova per uno dei più bei cattivi della recente storia videoludica: Frau Irene Engel

 

 

Frau Engel è la rappresentazione, grottesca in stile Quentin Tarantino, della follia ariana. Perfetta antagonista di Blazkowicz, che trasuda mistica nazista bilanciata dall’orrendo pragmatismo tipico delle SS. 

 

Wolfestein II è il gioco giusto per la nostra epoca e non a caso è stato sviluppato in Europa. Un titolo che ancor prima di uscire ha fatto additare i suprematisti bianchi, i militanti Ku Klux Klan e l’Alt-right trumpiana. Un videogioco che ci ricorda che sparare ai nazisti non solo è catartico ma decisamente divertente, soprattutto se lo slogan è “Make America Nazi-Free Again”. 

 

 

Wolfenstein II: The New Colossus è disponibile per PlayStation 4, Xbox One, PC Microsoft Windows. PEGI 18+  

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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