Arriva SuperFoiler, la rivoluzione australiana

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Vent'anni dopo aver portato con successo in tv le regate dei 18 piedi, in Australia nasce SuperFoiler Grand Prix, per realizzare lo show televisivo delle vele più veloci possibili. Più della Coppa America? Chissà. Obiettivo 40 nodi ma per sole 3 persone di equipaggio. Ecco come un imprenditore downunder e suo figlio vogliono provare a rivoluzionare il rapporto tra la vela e i media. A partire da un investimento milionario. Che poi ci riescano, è un'altra storia. GUARDA LE FOTO E TRE VIDEO CON I PRIMI TEST IN MARE NELLA BAIA DI SYDNEY

 

La missione era chiara fin dal principio: sviluppare la barca a vela da regata più veloce di sempre, per una serie televisiva in grado di fare concorrenza agli sport più telegenici e seguiti. Obiettivo già raggiunto molti anni fa in Australia con i velisti dei famosi 18 metri, e non è un caso che a riprovarci vent'anni dopo siano gli stessi, con il nuovo oggetto misterioso chiamato SuperFoiler, ora in acqua.

Le immagini dei 18 piedi lungo la baia di Sydney davanti a una folla di migliaia di spettatori, che diventavano milioni in tv, sono ancora fresche, per quanto un po' appannate. E allora si riparte, da un nuovo accordo con Channel 7 sui diritti, per un tentativo di riportare la vela spettacolo nelle case.

Dietro il progetto c'è uno dei più noti imprenditori australiani, che ha già raccolto più di 3 milioni di dollari in un prino round di finanziamento alla fine dell'anno scorso per sviluppare una nuova serie australiana di regate al via la prossima estate. Il SuperFoiler Grand Prix è il frutto finale dell'iniziativa di Bill Macartney, CEO della società omonima, e di suo figlio Jack, direttore esecutivo. Padre e figlio hanno speso almeno mezzo milione di dollari del proprio denaro per riportare in Australia la vela ad alte prestazioni per la prima volta dal lontano 1997, la stagione finale del Grand Prix dei 18 piedi.

"Quando abbiamo prodotto la trasmissione sui 18 piedi abbiamo dimostrato che la copertura delle regate con barche-macchine tecnologicamente avanzate può essere molto eccitante, in particolare se si è in grado di trasmettere l'esperienza di bordo", dice Macartney. "Quando quella esperienza è terminata (hanno venduto il prodotto tv, ndr), nessuno ha raccolto la sfida e ci ha riprovato. La vela è tornata quella dei puntini all'orizzonte, il modo in cui è sempre stato coperta..".

Adesso le cose potrebbero cambiare di nuovo. Dalla sua sede a Sydney Bay presso il Woollahra Sailing Club (dove si allenava la squadra azzurra dela vela in vista delle Olimpiadi del 2000, quelle in cui Alessandra Sensini vinse l'oro e Luca Devoti l'argento), la famiglia ha nuovamente fatto un contratto per i diritti di trasmissione televisiva e digitale alla rete Channel 7, da sempre sensibile alla vela, ma con una clamorosa novità: al posto dei 18 piedi, velocemente e inesorabilmente invecchiati, ci sarà il prototipo SuperFoiler. Una vela veloce, dannatamente veloce.

Concepito in Australia e creato da Morrelli & Melvin, designer californiani esperti di multiscafi e già coinvolti nell'America's Cup, la nuova "macchina da corsa" per i gran premi a vela, è un 26 piedi a tre scafi, un trimarano per tre persone, e sfrutta le nuove tecnologie del foiling, con in più il più alto rapporto potenza-peso di qualsiasi altra barca mossa dal vento.

La straordinaria ascesa della tecnologia hydrofoil ha trasformato la vela negli ultimi anni. Minimizzando il trascinamento, le derive a L sollevano lo scafo dall'acqua mentre la barca salta sulla superficie e vola attraverso l'aria, le onde e il vento. Macartney si aspetta che il SuperFoiler raggiunga velocità di oltre 40 nodi, con telecamere a bordo, microfoni e droni che saranno in grado di portare gli spettatori vicinissimi all'azione. Concetti per la verità non troppo lontani da quelli sviluppati nella recente America's Cup, e già ripresi da alcuni circuiti "pro".

"La grande opportunità sta in una competizione super veloce e ad alta intensità dove lo spettatore ha la vera sensazione di essere a bordo. Da casa saranno in grado di sentire tutto ciò che viene detto dai tre membri di ogni equipaggio, cosa fanno e come prendono le decisioni che li faranno vincere o perdere. Tutti i contenuti di una meravigliosa soap-opera sportiva con la vela al centro".

L'equipaggio di sole tre persone è la novità reale che al momento distingue il circuito SuperFoier da AC World Series, Extreme, GC32, M32 e compagnia bella, dove sono richiesti equipaggi numerosi e squadre super-attrezzate e quindi costose. E' davvero la vela delle derivone 18 piedi australiane rivisitata i chiave moderna.

In base all'accordo con Seven, che copre 32 ore di programmazione tv, otto team SuperFoilers si sfideranno in otto luoghi iconici dello sport, accumulando punti classifica e culminando in un grande finale. Anche i velisti a bordo dovranno essere di classe mondiale (e qui la cosa si fa più complicata, con la concorrenza di altri circuiti pro già esistenti. La differenza è che mai prima d'ora una barca è stata progettata per "foilare" dall'inizio alla fine con tre velisti al trapezio. "Non stiamo cercando solo i migliori velisti, ma anche personalità interessanti", conclude l'onnivoro Macartney.

Macartney ha un ricco pedigree nell'industria della televisione e nella vela. Ex giornalista, ha guidato il Grand Prix Sailing per 11 anni negli anni '80 e '90 e ha lavorato in TV per oltre 40 anni, a programmi come il Paul Hogan Show e le World Series Cricket. Macartney dice che l'ispirazione per la sua ultima avventura è venuta guardando la Coppa America in TV con suo figlio. "Lo straordinario spettacolo di quei catamarani di America's Cup di 72 piedi che salivano improvvisamente fuori dall'acqua era qualcosa di mai visto prima. All'improvviso abbiamo capito che c'era una dimensione completamente nuova."

Folgorati dalla Coppa, padre e figlio guardano al progetto con l'ottica imprenditoriale-televisiva, e qui sta un'altra differenza con l'America's cup che è gestita da un defender e da un gruppo di sfidanti, di club, con regole particolari, e per la quale la questione dei diritti TV è importante ma non prevalente. "E' stato a quel punto che Jack e io ci siamo detti: è troppo bello per non fare qualcosa, e abbiamo considerato le differenze nei parametri di progettazione per utilizzare i foil in modo da consentire a queste macchine di volare, sempre. 

"Rispetto alle esperienze precedenti, che hanno messo i foil su barche esistenti, la sfida che abbiamo scelto è immaginare il tipo di prestazioni che si possono ottenere se si inizia dai foil e poi si costruisce una struttura intorno a loro".

La competizione inaugurale dovrebbe iniziare il secondo fine settimana di novembre. Macartney sta discutendo con le reti e gli operatori pay-tv all'estero dei diritti televisivi internazionali. Tra quelli già coinvlti ci sarebbero Liberty Global, controllata dal magnate USA John Malone, l'emittente britannica ITV e Fox Sports.

Il mondo della tv e della pubblicità del resto è in un momento di cambiamento: dalle serie "estreme" su youtube, ai problemi di fake news di facebook, ai software di oscuramento delle pubblicutà, gli inserzionisti sono alla ricerca di piattaforme credibili per le loro campagne. La proposta del SuperFoiler Grand Prix può essere una alternativa, offrendo audience selezionata e possibilità di programmi corporate negli eventi, pacchetti sempre appetibili dalle aziende.

Inoltre Macartney sarebbe vicino alla chiusura con alcuni sponsor per le barche e con partner turistici legati alle località del circuito. "In un mondo in cui gli inserzionisti cercano di fare chiarezza nel disordine e ottimizzare i costi, penso che con questo progetto faremo anche meglio della volta precedente, con i 18 piedi."

Se sono rose fioriranno. E magari verranno esportate anche fuori dall'Australia. Intanto notiamo che, nonostante la vela sia piena (probabilmente troppo piena) di classi, categorie, tipologie di imbarcazioni e regate, si è scelto di progettarne e costruirne una nuova. Si cerca sempre di trovare una strada nuova in grado di superare tutte le altre, ma finora il risultato è stato solo di intasare ulteriormente il traffico. Vedremo come andrà l'avventura dei Macartney padre e figlio, dai 18 piedi alla vela sulla luna. Intanto, Saily vi ha dato la notizia in anteprima.

 

VIDEO: IL PROGETTO

 

VIDEO:OAS_RICH(‘Bottom’); IL PRIMO TEST DELLA BARCA NELLA BAIA DI SYDNEY

 

VIDEO: COME ERANO LE REGATE DEI 18 PIEDI (E SE ERANO COSì SPETTACOLARI, PERCHE' CAMBIARLE?)

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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