Il futuro a colori del gruppo Egonu, Davide Mazzanti: “Vi stupiremo“

0

Parla il ct ct delle azzurre: "Questo team è lo specchio della nostra società multietnica. Verso Tokyo ci sarà posto anche per Diouf"

"STUPIRCI e stupire", questo è il motto. Vuol dire provare a sorprendere, quindi riconoscersi outsider. Ma poi, il 40enne ct azzurro Davide Mazzanti ai proclami e alla limitatezza del porsi un obiettivo preferisce la logica dei piccoli passi. Il primo andrà messo oggi da Egonu e compagne che affrontano a Tbilisi la Georgia nella partita esordio del loro Europeo. Girone a quattro, domani c'è la Bielorussia, sabato la Croazia. La prima va ai quarti, seconda e terza al playoff. Si emigrerà a Baku, comunque, dove si giocherà tutta la seconda fase, fino alla finale per l'oro, il 1° ottobre. Là, questa nuova, giovane, multietnica Italia vuole provare ad arrivare.

Dopo il secondo posto nel World Gran Prix, pare quasi un dovere, Mazzanti.
"Non poniamo né limiti, né doveri a questa squadra. Abbiamo avuto vicissitudini che ci hanno costretto a cambiare struttura, idea di gioco, ragazze. Non siamo la stessa Italia, dirà il campo quanto siamo diverse da quella di agosto".

Alla voce vicissitudini cosa possiamo leggere?
"L'infortunio della palleggiatrice Malinov e la squalifica di Sylla per positività al clenbuterolo. Storia strana, una contaminazione alimentare, è stata sfortunatissima. Comunque due titolari. Ho richiamato Orro in regia, cambiare il palleggiatore è quanto di peggio possa capitare a una squadra di volley, ma andiamo avanti, sappiamo benissimo dove vogliamo arrivare".

È l'Italia di Egonu, ma manca ancora Diouf, come a Rio.
"Valentina ha iniziato tardi a lavorare e ha fatto tanto per farsi trovare pronta. Alla fine ho dovuto fare una scelta tecnica e ho preferito Sorokaite. Ma non è una bocciatura, il nostro programma dura un quadriennio e fino a Tokyo tante saranno le giocatrici coinvolte, Valentina compresa".

Multietnicità è una parola che le piace?
"Tra noi non ragioniamo mai in questi termini. Sappiamo che la mescolanza di culture, origini, stili è un vantaggio, non certo un limite e andiamo avanti con questa certezza. Sono orgoglioso di guidare una squadra che è anche specchio dei tempi e della realtà vera della società. Mi dispiace al contrario sentire dei distinguo. Tutte le mie ragazze sono italiane e meritano l'azzurro".

Dall'Under 18 campione del mondo arriverà presto nuova linfa per la nazionale. Che momento è per il volley italiano?
"Un bel momento, siamo vitali e produciamo tanta qualità. Ma non mettiamo pressione alle giovani, facciamole crescere bene, inseriamole con calmaOAS_RICH(‘Bottom’); nei club e in nazionale. Usiamo bene e meglio il Club Italia, con permanenze non superiori ai 2 anni. Poi le ragazze devono uscire e giocare nei club, fare le coppe, crescere".

In lei, che ha anche sposato una pallavolista, Serena Ortolani, volley e vita coincidono.
"Alla perfezione. Vivo e viviamo di sfide. Questa è la mia prima davvero importante da ct. Vogliamo, ecco, stupirci e stupire. Sono certo che qualcosa di buono verrà".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*