Quell’ingrediente nascosto… 10 regole per scegliere una vera mozzarella (e non restare fregati) 

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Attilio Barbieri, giornalista di Libero e titolare del sito "Il casalingo di Voghera", sulla sua pagina Facebook spiega come scegliere una buona mozzarella. Ecco il suo post sull’argomento.

Arriva il #manifesto della #mozzarella. Le dieci cose da sapere prima di acquistarla. A compilarlo è stata Michela Faccia, che insegna Tecnologie alimentari all’Università di Bari. La presentazione è avvenuta ad Agrilevante (Bari), ed è stata organizzata da Slow Food Murge.
Ecco il decalogo della vera #mozzarella artigianale. E’ lungo, ma se avete tempo vale la pena di leggerlo.
1. Che significa caseificio artigianale? Dipende dalla dimensione aziendale? Non centra nulla, pure il piccolo caseificio può usare tecniche industriali o una cagliata pronta.
2. Trattamento termico: resta una scelta aziendale se fare il formaggio da latte crudo o pastorizzato. Le mozzarelle si fanno solo da latte crudo. Nella tradizione la pastorizzazione non esisteva, è arrivata negli anni 50-60. Una conquista per la sicurezza alimentare. Per la tipicità e lunicità del gusto è senzaltro un appiattimento.
3. E il caglio? È poco influente per i formaggi freschi, perché serve solo a coagulare.
4. Occhio allingrediente nascosto, che fa la differenza. Non solo la mozzarella ma tutti i formaggi a pasta filata si ottengono con lacidificazione. Se è industriale si fa per via chimica. Se è artigianale, e avviene in pochissimi casi, cè la fermentazione.
5. Quella chimica avviene con un prodotto consentito, a base di acido citrico. Il vantaggio per il produttore è che questa acidificazione rende il prodotto immediatamente pronto per la vendita. Quello con fermentazione è laborioso e dura fino a 4 ore (è il cosiddetto siero innesto naturale). Letichetta ci aiuta? No, la legge prevede solo lindicazione della provenienza del latte.
6. Cerchiamo quello che la legge non obbliga ad indicare: luso di cagliata conservata o importata non è disciplinato. Può essere cagliata conservata e non fresca. Non è obbligatorio indicare lacidificante ma molti lo indicano, per esempio E330 è il codice che equivale allacido citrico (comunque non tossico).
7. La differenza, fra mozzarella a lavorazione industriale e artigianale, pesa per circa 4 ore di manodopera in più. Chi la produce, pochissimi, la vende a un costo del 10-15% in più.
8. Perché la mozzarella con lavorazione industriale non è più un alimento leggero e digeribile? Cercate e assaggiate quella artigianale (vera) fatta con fermentazione: quella manciata di ore in più le conferiscono l80% di lattosio in meno e maggiore digeribilità.
9. Chiediamo se il latte viene da vacche cresciute al pascolo o chiuse in stalla. Vi sembra strano? No, visto che con le uova di gallina abbiamo già imparato la differenza fra allevamento a terra o in batteria.
10. Quanti litri di latte ci vogliono per fare 1 kg di mozzarella?
Servono 10 litri di latte, e allora chiediamoci come sia possibile vendere una (vera) mozzarella da latte fresco a 4.50 al kg.

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di Attilio Barbieri

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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