Parigi, dal 2030 solo auto elettriche in città. E l’UE pensa a imporre quote di “zero emissioni”

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La capitale francese vuole liberarsi delle auto a gasolio già nel 2024. Dall’altra parte della Manica, Oxford punta al bando totale delle vetture a combustione dal 2035

Zero emissioni a Oxford dal 2020 nelle strade più centrali e dal 2035 su tutto sull’intero territorio cittadino. Parigi è perfino più ambiziosa: il sindaco della capitale francese Anne Hidalgo ha annunciato oggi che dal 2024 scatterà il divieto di circolazione per le auto a gasolio, che nel 2030 verrà esteso anche a quelle a benzina.  

 

Sia la gloriosa città britannica sia la capitale transalpina anticipano i tempi dei governi nazionali dei rispettivi paesi, che intendono vietare la commercializzazione di auto con motori a combustione nel 2040. L’Italia si “barcamena”: Graziano Delrio, ministro dei trasporti, concede che il Belpaese ha un “ritardo da colmare”. Precisa anche che “l’elettrico è inevitabile” e anticipa che Piaggio lavora a una Vespa elettrica. Per una nazione che fa parte del G7 è un po’ pochino, anche perché il parco circolante è tra i più anziani. 

 

Più in generale, seppur con alcune lodevoli eccellenze (tipo la Norvegia, dove un terzo delle auto di nuove immatricolazione è elettrico), l’Europa sembra muoversi al rallentatore. La Cina, accusata di praticare politiche protezionistiche, ha invece accettato di ritardare l’introduzione della quota di auto elettrificate anche in seguito alle pressioni dei costruttori europei. Anziché dal 2018 entrerà in vigore nel 2019, ma con un obiettivo più impegnativo: il 10% (anziché l’8%) delle auto vendute dovrà essere completamente o parzialmente alimentato a batteria. 

 

Il sistema delle quote viene applicato a quei costruttori che vendano più di 30.000 auto l’anno in Cina: le auto a zero emissioni beneficiano di punteggi superiori a quelle ibride plug-in e anche l’autonomia è uno dei parametri che incide. Chi non raggiunge il punteggio assegnato deve acquistare “certificati elettrici” dai costruttori in regola o rassegnarsi a pagare multe significative. Il concreto rischio è che le case europee finiscano con il finanziare le rivali del Regno di Mezzo, che si stanno attrezzando per una grande offensiva nel Vecchio Continente. 

 

Paradossalmente, l’Unione Europea sembra impegnata nell’anacronistico protezionismo di una tecnologia che pare destinata a scomparire. Mentre la Cina difende le aziende imponendo l’ecosvolta, l’UE le sostiene non accelerandola. La Frankfurter Allgemeine Zeitung anticipa che a livello comunitario si starebbe ragionando su una quota del 15% di auto elettrificate entro il 2030. La notizia non è stata confermata dal commissario Maros Sefcovic. La Commissione intenderebbe tuttavia presentare “proposte ambiziose” in novembre e le valutazioni sarebbero ancora in corso. In ogni caso, tra il 2021 ed il 2030 le emissioni di CO2 dovrebbero scendere di un terzo.  

 

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[ Fonte articolo: La Stampa ]

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