Legge elettorale, la Camera approva il “Rosatellum bis“ a scrutinio segreto

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Sì di Montecitorio con 375 voti a favore e 215 contrari. Ora il testo passa al Senato. In precedenza, la protesta del M5s ma Grillo non va in piazza

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12 ottobre 2017Poco dopo le 21, la Camera dei deputati ha approvato la nuova legge elettorale nel suo complesso.

L’Aula di Montecitorio ha votato il “Rosatellum bis” con 375 sì e 215 no, superando così ampiamente lo scoglio dello scrutinio segreto. La maggioranza richiesta era di 296 voti.

Hanno votato a favore, salvo la ‘defezione’ di una sessantina di franchi tiratori, Pd, Ap, Forza Italia, Lega, Civici e Innovatori, Psi, Minoranze linguistiche, Udc, Direzione italia, Ala-Scelta civica, Des-centro democratico. Hanno invece votato contro M5S, Mdp, Sinistra italiana, FdI e Alternativa libera.

Ora la riforma del sistema di voto passerà all’esame del Senato, dove la maggioranza sarebbe intenzionata a chiedere nuovamente al governo di porre la fiducia, con l’obiettivo di arrivare entro la fine del mese di ottobre, al massimo i primi giorni di novembre, all’ok definitivo. Il governo avrà poi 30 giorni di tempo per ridisegnare i collegi, come prevede la delega contenuta nel testo.

In mattinata, era stata votata la fiducia all’articolo con 309 sì, 87 no e 6 astenuti; l’articolo 4 con 381 voti a favore, 152 contrari e un astenuto e l’articolo 5 con 372 sì e 149 voti contrari. Tra l’altro, via libera, dopo un dibattuto confronto, alla contestata norma – ribattezzata da alcuni polemicamente salva-Verdini – che consente agli italiani residenti in Italia di potersi candidare in una circoscrizione estera. Ma i verdiniani smentiscono tale interpretazione. Favorevoli all’emendamento sono stati 337 deputati, contrari 154, astenuti 22.

La protesta del M5S, ma Grillo non va in piazza 
Il voto è stato accompagnato dalle proteste del M5S. Sono stati presentati 88 ordini del giorno che, sommati a quelli delle opposizioni contrarie alla riforma, hanno avuto l’effetto di ritardare il voto finale sul Rosatellum bis. La protesta anche davanti a Montecitorio, con la staffetta oratoria degli eletti pentastellati. A salire sul palco sono i senatori, mentre i deputati sono rimasti nell’emiciclo per le votazioni su emendamenti e ordini del giorno.

Dopo ore di attesa, la delusione. Beppe Grillo non si fa vedere in piazza a Montecitorio dove per tutto il pomeriggio fino al voto finale gli attivisti M5s hanno manifestato. Annuciato ufficialmente con un post sul blog e anche dalla senatrice Paola Taverna dal palco, alla fine il comico genovese infrange la promessa e resta in hotel. Una decisione maturata col passare delle ore, di cui stampa e attivisti prendono atto soltanto dopo l’ok dell’aula alla legge elettorale.

Ieri la Camera aveva confermato la fiducia al governo sui primi due articoli della riforma elettorale. Nel primo caso, i voti a favore sono stati 307, 90 i contrari, nove gli astenuti. In serata, il secondo sì: il governo ha incassato la fiducia sull’art.2 con 308 voti favorevoli, 81 contrari e 8 astenuti.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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