Auxologico: tra sonno e obesità ‘matrimonio’ assai problematico

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Un volume denso di dati, ricerche cliniche e scientifiche, questo nuovo Rapporto sullobesità in Italia. Obesità e sonno: dalla patogenesi alla terapia, curato da ventidue tra specialisti dellIstituto Auxologico Italiano e ricercatori dellIstat. Partiamo da un dato positivo. Le campagne di prevenzione, le cure e le indicazioni sugli stili di vita salutari, promossi da decenni anche dalle attività diagnostica, clinica e formativa dellAuxologico, iniziano a dare i loro frutti. In Italia la prevalenza dellobesità nella popolazione adulta si attesta a livelli più contenuti rispetto agli altri paesi europei e, dopo un incremento tra il 1994 e il 2005, la tendenza nellultimo decennio appare stabile. A cui però seguono le note dolenti. Nel tempo comunque permangono le note differenze territoriali che penalizzano il Sud del paese, e non si attenuano le disuguaglianze sociali, a scapito delle persone socialmente più svantaggiate. Un aspetto molto critico del fenomeno nel nostro paese riguarda la diffusione delleccesso di peso tra bambini e adolescenti che è tra i livelli più alti in Europa, anche per le ricadute sulla salute pubblica nei prossimi decenni.

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«LItalia sembra in una condizione meno difficile sottolinea Michele Colasanto, presidente dell’Istituto Auxologico Italiano soprattutto rispetto a molti paesi europei dove il fenomeno è decisamente più marcato. I dati italiani, secondo quanto riportato nel Rapporto dellAuxologico, indicano un 10,8 per cento di obesi e un 34,1 per cento di persone in sovrappeso, ma i numeri restano notevoli e configurano la presenza di unampia realtà di pazienti cronici, il cui trattamento tra laltro peserà tanto più quanto maggiormente ridotta rischia di diventare la spesa in prevenzione. Le politiche della sanità, al contrario, non sembrano avvertire limportanza del problema rispetto a una prevedibile richiesta crescente di prestazioni; così come poco avvertite sono le implicazioni sociali sintetizzate dalla correlazione tra obesità e diversi fattori di contesto, quali in particolare listruzione e il reddito. La questione dunque, grave di per sé, è acuita da un debole riconoscimento pubblico che non è in grado di tradursi in adeguate forme di intervento, vista tra laltro la diffusione delleccedenza ponderale tra la popolazione più giovane, bambini e adolescenti in particolare».

Tornando ai dati, permane, come negli anni precedenti, una tendenza alleccesso di peso al Sud. In termini generali, circa 55 per cento di uomini presenta problemi di peso eccessivo contro il 36 per cento delle donne. I dati parziali e totali risultano sostanzialmente stabili fra il 2005 e il 2015. La distribuzione geografica degli individui obesi e sovrappeso nel paese mostra una crescita nello spostarsi da Nord (42 per cento) al Centro (45 per cento) al Sud (49 per cento). Per quanto riguarda bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni si registra la stessa tendenza di distribuzione geografica dei tassi di obesità degli adulti, ovvero crescente in maniera tendenzialmente regolare spostandosi da Nord a Sud.

Un elemento molto forte risulta essere il livello di istruzione. Stando ai dati, più si studia, meno si ingrassa. O meglio, maggiore è lattenzione allalimentazione, agli stili di vita salutari, allattività fisica. I dati relativi alla distribuzione delleccesso di peso a livello nazionale, mostrano una correlazione inversamente proporzionale tra livello di istruzione e problematiche legate al peso eccessivo. Fra i laureati, la percentuale di individui obesi e sovrappeso è sensibilmente inferiore (meno della metà sia tra gli uomini che tra le donne) rispetto al gruppo costituito dalle persone che non sono andate oltre la scuola dellobbligo.

Pure il reddito, il tenore di vita, incidono sulleccesso di peso. Prova ne sia che lobesità è in crescita anche, a volte soprattutto, tra le fasce meno abbienti e nei paesi poveri. Le fasce meno abbienti della popolazione manifestano una incidenza di sovrappeso e obesità maggiore rispetto a quelle più ricche (tendenza più pronunciata nella popolazione femminile). Potrebbe sembrare una banalità, ma pure da ciò si evidenzia che i poveri, quanti dispongono di scarse possibilità economiche, si alimentano male, oltre a curarsi di meno.

Lobesità, essendo quasi sempre associata a diverse patologie croniche (diabete, malattie cardiovascolari, malattie della tiroide, dislipidemia, tumori, problemi osteoarticolari), determina spesso un quadro clinico di multicronicità o anche disabilità, peggiorando la qualità della vita delle persone in tale condizione. Anche lattività clinica e di ricerca di Auxologico ha ampiamente  documentato nei decenni lassociazione tra indice di massa corporea e qualità della vita. Quando ci si allontana dalla condizione di normopeso, a parità di altri fattori, peggiorano le condizioni dello stato fisico e dello stato psicologico.

Ma come va nelle fasce più giovani? Qui i dati sono preoccupanti. In Italia, i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso si stima siano circa 1 milione e 700 mila, pari al 24,9 per cento della popolazione di 6-17 anni (media 2014-2015) Rispetto al biennio 2010-2011 si osserva una lieve tendenza alla diminuzione del fenomeno, sebbene le differenze non risultino statisticamente significative. Leccesso di peso raggiunge la prevalenza più elevata tra i bambini di 6-10 anni, dove si attesta al 34,2 per cento. Al crescere delletà il sovrappeso e lobesità diminuiscono, fino a raggiungere il valore minimo tra i ragazzi di 14-17 anni (14,6 per cento). Emergono forti differenze di genere; il fenomeno è più diffuso tra i ragazzi che tra le ragazze (28,3 per cento contro 21,3 per cento). Tuttavia tali differenze non sussistono tra i bambini di 6-10 anni, mentre si osservano in tutte le altre classi di età e sono più marcate tra gli adolescenti (14-17 anni).

«Tra gli approcci ultraspecialistici, e allo stesso tempo multidisciplinari, dellAuxologico cè la Medicina del sonno – spiega Gianfranco Parati, presidente Società italiana ipertensione arteriosa, ordinario di medicina cardiovascolare Università di Milano-Bicocca e direttore UO di Cardiologia dellAuxologico di Milano – una disciplina di estremo interesse per meglio comprendere alcune delle caratteristiche fisiopatologiche e cliniche tipiche dei soggetti con obesità. In particolare, lo studio dei disturbi respiratori legati al sonno ha aperto nuove prospettive per meglio comprendere la fisiopatologia e la clinica di molte complicanze respiratorie, metaboliche e cardiovascolari del paziente obeso. La consapevolezza di queste possibilità ha portato lIstituto Auxologico Italiano a promuovere precocemente, rispetto alla realtà nazionale e internazionale, la nascita di Centri di medicina del sonno sia nel cuore della sua sede di Piancavallo (Verbania), lOspedale San Giuseppe, sia allinterno del Dipartimento di Cardiologia dellOspedale San Luca di Milano, affrontando in tal modo gli aspetti scientifici e quelli clinici del complesso rapporto tra alterazioni del sonno, sovrappeso, obesità e relativi problemi respiratori e le patologie metaboliche, cardiovascolari e neurologiche». Da qui limportanza di mantenere il peso corporeo e tutto ciò che ne consegue nei limiti salutari, dato che gli individui normopeso soffrono meno di disturbi del sonno. Mentre, viceversa,  lobesità riduce durata e qualità del sonno. E tali disturbi possono generare un circolo vizioso favorendo il mantenimento di un elevato peso o il suo ulteriore incremento.

Del resto, la ricaduta sociale dei disturbi del sonno può essere molto elevata non solo per il singolo, ma pure per la collettività. I soggetti con disturbi del sonno hanno un rischio di infortunio sul lavoro maggiore di 1,62 volte rispetto agli altri lavoratori ed oltre il 13 per cento degli infortuni sul lavoro è attribuibile alleccessiva sonnolenza diurna (Esd). In ambito lavorativo, inoltre, lEsd è anche associata ad un maggiore assenteismo, ad una ridotta produttività, alla mancata progressione di carriera ed alla minore soddisfazione sul lavoro. Un dato sicuramente impressionante, sottolineano i ricercatori di Auxologico, è che lEsd alla guida in Italia è causa e/o concausa del 22 per cento circa degli incidenti stradali, gravati peraltro da una mortalità maggiore rispetto alle altre cause (11,4 per cento e 5,6 per cento, rispettivamente).

«Sono queste le ragioni per cui lIstituto Auxologico Italiano ha voluto dedicare il suo 8° Rapporto sullobesità in Italia alle relazioni tra obesità e disturbi del sonno – precisa Alberto Zanchetti, direttore scientifico dellAuxologico La scelta di queste due condizioni non è casuale. Infatti, come evidente sia dallesperienza clinica e di ricerca dei medici dellAuxologico, sia dai numerosi dati di letteratura, se da un lato le alterazioni del sonno sono in grado di influenzare molti dei meccanismi alla base dellobesità, dallaltro un eccessivo peso corporeo altera significativamente la quantità e la qualità del sonno e i disturbi del sonno complicano il decorso clinico dellobesità e ne ostacolano le cure e la riabilitazione. Grazie ai numerosi clinici e ricercatori coinvolti, il Rapporto sullObesità in Italia 2017 esplora ampiamente questo circolo vizioso tra obesità e disturbi del sonno, ne discute i meccanismi patogenetici e ne descrive le scelte terapeutiche, fornendo particolari riferimenti anche alle differenze di genere e alle peculiarità del problema nelle diverse epoche della vita (dallinfanzia fino alla terza età). In particolare, sono trattati i complessi rapporti tra obesità, sindrome metabolica, disturbi respiratori notturni, regolazione neuroendocrina, disturbi alimentari e sonno. Spazio rilevante è dato anche alla relazione tra sonno, obesità e complicanze cardiovascolari o neurologiche, nonché agli effetti che il trattamento dei disturbi del sonno può esercitare sullobesità e, reciprocamente, allimpatto che il trattamento dellobesità può avere sulle alterazioni del sonno». (EUGENIA SERMONTI)

Grafici ISTAT dell’8° Rapporto sull’Obesità in Italia dell’Istituto Auxologico: https://www.dropbox.com/sh/s26fxddk0dv7ewn/AABBe6AWOZB-V99js8pJmZDia?dl=0

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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