Legge elettorale: nuovo round a settembre, resta il nodo coalizioni

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Mercoled 6 settembre. la data cerchiata in rosso per l’avvio delle grandi manovre sulla legge elettorale. In commissione alla Camera partir infatti il terzo tentativo della legislatura – l’ultimo, prima del ritorno alle urne – di cambiarla. Spetter ancora una volta al Pd dare le carte.

Ma Matteo Renzi ne ha svelato per ora solo una: non faremo – ha detto – la nuova legge contro gli altri partiti. Ci vorr insomma il via libera sia di Silvio Berlusconi che di Beppe Grillo. Una condizione che rende tutto pi difficile.
E’ attorno a due grossi schieramenti che verte ad ora il dibattito: chi vuole il premio alla lista e chi preferisce il premio alla coalizione. Se la legge non cambier, si andr al voto con il cosiddetto Consultellum, ovvero le leggi di Camera e Senato cos come modificate dalla Corte costituzionale dopo la
bocciatura di Porcellum e Italicum: il premio di maggioranza c’ solo alla Camera e viene assegnato alla lista che superi il 40%. Con un sistema del genere, i singoli partiti sarebbero spinti a correre da soli (o tutti dentro lo stesso “listone”), ma difficile che qualcuno raggiunga il 40%, dunque dopo il voto
pi probabile che si vada verso un governo di larghe intese.

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Renzi lavora a schema di Pd largo

Renzi resta per ora fermo sul no al premio alla coalizione: al Nazareno si lavora gi, in uno scenario di voto con il sistema attuale, a uno schema di Pd “largo” che abbia tra i suoi candidati dai centristi alla sinistra, insieme a esponenti civici. Ma dentro il Pd va crescendo il pressing di chi (da Dario Franceschini ad Andrea Orlando) vuole introdurre il premio alla coalizione, per costruire un’alleanza di centrosinistra con Pisapia (guidata magari, dicono neanche troppo velatamente dalla minoranza Dem, da un leader che non sia Renzi).

Forza Italia per la coalizione

E anche se Renato Brunetta afferma che il centrodestra unito vince con
qualsiasi legge, anche Forza Italia per la coalizione (Paolo Romani propone un premio allo schieramento che superi il 40%). Contro il premio alla coalizione gi prepara le barricate il M5s: La nostra forza andare soli, proveranno a farlo contro di noi, tuona Alessandro Di Battista. E cos i grillini sono i migliori ‘alleati’ di chi nel Pd vuole restare su uno schema di lista. Ma le trattative sulla legge elettorale possono riservare sorprese e tra i Dem c’ anche chi, come Giuseppe Lauricella, propone che il premio possa essere assegnato alla lista o alla coalizione, lasciando ai partiti scegliere come andare al voto.

Si riparte dal sistema tedesco

In I commissione alla Camera il 6 si riaprir la discussione con l’obiettivo di approvare il testo base il 12 settembre e portarlo in Aula a fine mese. E si ripartir probabilmente dal sistema “tedesco”, un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, su cui Pd, M5s e Fi avevano raggiunto un accordo poi saltato in Aula. Anche se c’ chi nel Pd spinge per un estremo tentativo di ritorno a un sistema maggioritario con il Mattarellum. Quel che certo, che sulle trattative peseranno i calcoli dei partiti in vista del voto. I centristi, per dire, tifano per le coalizioni e una soglia di sbarramento al 3% in entrambe le Camere e vogliono evitare il sistema tedesco con sbarramento al 5%, mentre i bersaniani sono a favore di una soglia pi alta perch spingerebbe la sinistra a compattarsi. Ma sui ‘giochi’ peser anche la data desiderata da ciascuno per il voto. Nello stesso Pd ci sono infatti due linee di pensiero: chi vuole che le Camere siano sciolte subito dopo la manovra, per votare a febbraio 2018, e chi pensa si debba votare in primavera.

Per questi ultimi un fallimento del tavolo sulla legge elettorale a settembre, potrebbe essere una ragione in pi per fare un ultimo tentativo dopo la manovra e rinviare le urne. Ma gli altri ribattono che se non si riesce a cambiarlo subito, il
Consultellum ha buone chance di restare “in vita”.

© Riproduzione riservata

[ Fonte articolo: Il Sole 24 Ore ]

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