Gigi dall’Igna: “Fermate pure Ducati, vi sorprenderà con una nuova idea“

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L'ingegnere: "Ci hanno proibito le alette. Ma noi italiani siamo fantasiosi e le abbiamo incorporate"

SPIELBERG – DOVIZIOSO e Lorenzo in prima fila. Favoriti. Per la Ducati potrebbe essere un'altra giornata perfetta, come nel 2016. Sempre che quel diavolo di Marquez – settantesima pole – non ci metta la coda. In Austria sono tornate le "alette", la Rossa ha ripreso a volare.

Ma quest'anno non le avevano proibite, Gigi dall'Igna?
"Sono pericolose, dicevano. Bugiardi. La verità è che con quelle andavamo più forte degli altri, e saremmo ulteriormente migliorati. Così all'inizio della stagione hanno deciso di togliercele, perché ai giganti giapponesi proprio non andava giù. "Niente superfici che protrudono dalla carena". Hanno cambiato il regolamento, sostenendo che le appendici esterne avrebbero potuto causare guai ai piloti. Però non potevano vietarci di continuare a pensare".

Siete riusciti a farvi omologare una nuova carena: con le "alette" incorporate, che "non protrudono".
"Noi italiani siamo più veloci nell'affrontare e risolvere i problemi. Cento persone tra ingegneri e meccanici di Borgo Panigale, contro migliaia di cervelloni tra Tokyo, Iwata e Hamamatsu. Ma vuoi mettere la fantasia, l'ingegno, l'inventiva?".

La Ducati "biplano". Un capolavoro di aerodinamica.
"Lo scopo è quello di caricare il peso sulla ruota anteriore, mantenendo aderenza al terreno senza perdere penetrazione e quindi velocità: per una moto potente come la Gp17 è fondamentale. Si garantisce stabilità – avete presente come "bacchettano" le MotoGP ai 340 all'ora sul dosso in fondo al dritto del Mugello? – il che vuol dire anche maggiore sicurezza: altro che pericolo ".

In Austria, lo scorso anno la Rossa aveva stracciato tutti: 1° Iannone, 2°Dovi.
"Sì, ma con il "biplano" le prestazioni migliorano solo del 30-40% rispetto a quanto riuscivamo ad ottenere con le "alette". Niente male, comunque. Questo è il migliore dei compromessi: ci lavoravamo su da marzo, però le alternative iniziali ci facevano perdere troppo in velocità".

E i giapponesi di nuovo a rodersi il fegato.
"Anche loro stanno concentrandosi sull'aerodinamica: hanno capito che i margini di progressi sono enormi. Però credo che impiegheranno un po', prima di imparare quel che abbiamo appreso noi nel frattempo".

Dovizioso e Lorenzo sono entusiasti.
"A "Giorgio" è piaciuta subito, dice che così la Ducati si adatta di più al suo stile di guida. Andrea l'ha provata solo qui, è andato alla grande. E pensare che nel 2016 i tempi erano anche migliori di questi".

"Puntiamo al mondiale": lo aveva detto alla presentazione della stagione, ingegnere. Però scommetteva su Lorenzo. Ma è Dovizioso che ha vinto 2 gp e lotta per il titolo.
"Per me sono uguali, comanda quello dei due che sta davanti. Oggi tocca ad Andrea. Che nell'ultima parte del passato campionato aveva fatto più punti di tutti. Nessuna sorpresa".

A 10 anni dal primo e unicoOAS_RICH(‘Bottom’); titolo con Stoner, la Ducatiè tornata competitiva.
"Il bilancio è positivo. Anche se ho un rimpianto: Brno, potevamo raccogliere molto di più".

Invece, che errori al box nel cambiare moto.
"Alla Ducati ognuno deve sentire bene il peso delle proprie responsabilità, per non commettere più altri sbagli. Ma l'importante, è che non smetta di pensare. È quella, la nostra forza".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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