Atletica, Mondiali: la caduta degli dei. Bolt si infortuna e Farah perde dopo 6 anni

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Il giamaicano, ultimo staffettista della 4X100, crolla a terra per un problema muscolare, chiude malinconicamente la sua carriera. Il britannico non falliva una grande manifestazione dal 2011, alla rassegna iridata di Daegu: è argento dietro all'etiope Edris

LONDRA – La caduta degli dei. Così sarà ricordata la penultima giornata dei Mondiali di atletica di Londra. Mo Farah ha conosciuto la sconfitta dopo sei anni, ma soprattutto Usain Bolt, all'ultima gara della carriera, non ha chiuso la staffetta 4×100. L'epilogo del Mondiale del fuoriclasse giamaicno è un urlo di dolore, disteso sulla pista. Nella frazione conclusiva della 4×100, Bolt riceve il testimone in terza posizione alle spalle di Gran Bretagna e Stati Uniti, compie pochi appoggi, poi zoppica, urla e si accascia. L'oro è britannico (Ujah, Gemili, Talbot, Mitchell-Blake) a 37"47, l'argento statunitense (Rodgers, Gatlin, Bacon, Coleman) a 37"52, terzi i giapponesi (38"04). Aiutato dai compagni, Bolt si rialza, taglia zoppicante il traguardo e fila dritto in infermeria. Si chiude così, in maniera imprevedibilmente malinconica, la carriera agonistica del più grande velocista di sempre.
 

'SOLO' ARGENTO PER MO FARAH – Non perdeva una finale di una grande manifestazione da 6 anni, dai Mondiali di Daegu, Mo Farah. Il britannico non riesce a centrare la quinta consecutiva 10000/5000 tra Mondiali ed Olimpiadi. In quella che era la sua ultima gara su pista prima del passaggio alla maratona, cede nella finale dei 5000 metri, battuto dall'etiope Muktar Edris. Il nuovo campione del mondo ha chiuso con il tempo di 13'32"79. Farah, che ha sofferto il gioco di squadra degli africani, in 13'33"22, e l'americano Paul Kipkemoi Chelimo, bronzo in 13'33"30.

Mo Farah aveva realizzato la 'doppietta' 5000-10.000 alle Olimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016, ai Mondiali di Mosca 2013 e Pechino 2015. A Daegu aveva vinto l'oro nei 5.000 e l'argento nei 10.000. "E' stato molto emozionante, è la fine del capitolo della mia corsa, adesso comincerà un nuovo mondo ma è stato tutto meraviglioso", commenta Farah. "Non perdevo da Daegu – ha detto ancora Farah -, ed è stato un lungo percorso. Non è facile descrivere cosa significhi  fare una carriera così, e andare avanti anno dopo anno: dietro c'è tanto duro lavoro, e veri sacrifici. Questa sera sono molto dispiaciuto, però ho dato tutto ciò che potevo, lo avete visto".

Giornata di altissimo livello tecnico anche in altre gare. Sally Pearson ha vinto la medaglia d'oro nei 100 ostacoli femminili. L'australiana, con il crono di 12"59, ha preceduto la statunitense Dawn Harper Nelson (argento in 12"63) e la tedesca Pamela Dutkiewicz (bronzo in 12"72). Senza sorprese l'alto donne. Con la misura di 2,03 metri, la
favoritissima russa Maria Lasitskene, in gara senza la bandiera nazionale, ha vinto la medaglia d'oro precedendo l'ucraina Yuliia Levchenko (2,01) e la polacca Kamila Licwinko (1,99). Grande gara anche nel decathlon. Con la migliore prestzione mondiale stagionale (8768 punti), il francese Kevin Mayer ha vinto la medaglia d'oro. Argento e bronzo per i tedeschi RicoOAS_RICH(‘Bottom’); Freimuth (8564) e Kai Kazmirek (8488). La Germania agguanta la parte più alta dl podio nel giavellotto. Oro a Johannes Vetter, con la misura di 89,89 metri. Argento e bronzo per i cechi Jakub Vadlejch (89,73) e Petr Frydrych (88,32). Infine la staffetta 4X100 donne. Con la migliore stagionale (41"82), oro agli Stati Uniti davanti alla Gran Bretagna (42"12) ed alla Giamaica (42"19).

 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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