Uno spot audio su Google Home: l’esperimento pubblicitario finisce malissimo

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Big G ha provato ad inserire un messaggio sponsorizzato nelle risposte del suo speaker a controllo vocale per la domotica, scatenando le proteste degli utenti

Google ha inserito senza alcun preavviso un messaggio pubblicitario nelle risposte di Google Home, lo speaker per la domotica con assistente vocale integrato. E’ successo ieri, in concomitanza con il lancio americano del film Disney «La bella e la bestia», remake con attori veri del cartone animato del 1991. A chi chiedeva al proprio Home generiche informazioni sulla giornata, il Google Assistant ha risposto aggiungendo un’inopportuna postilla sponsorizzata, come si può sentire nel video diffuso su Twitter da Bryson Meunier, un consulente SEO dell’Illinois. 

 

 

«La temperatura è di -6° e c’è il sole, con una massima di 2°; il tempo di percorrenza per il lavoro è 39 minuti con i mezzi pubblici», dice l’assistente vocale, per poi aggiungere: «A proposito il film di Disney la Bella e la Bestia è nei cinema da oggi. In questa versione della storia Belle è l’inventore invece di Maurice [intermezzo di pianoforte]. A parer mio sembra più reale. Per qualche altra informazione divertente sul film chiedimi di Belle. Buona giornata!» 

 

Un tentativo pubblicitario goffo e fuori luogo, cui gli utenti hanno risposto indignati riversando la propria irritazione sui social. Alle sei del pomeriggio su Twitter si contavano già più di 11.000 tweet arrabbiati sull’argomento. «Felice di non averne comprato uno», ha scritto un utente su Reddit, in un commento che pare riassumere il parere di molti. «Nessun problema con le pubblicità in un servizio gratuito, ma non ho pagato un dispositivo 130$ per vedere o sentire degli spot. E che diamine, no!».  

 

La prima risposta ufficiale di Google, inviata da un portavoce a The Register, è servita solo a buttare benzina sul fuoco. «Quello non era uno spot,» ha risposto l’azienda. «La bellezza dell’Assistant è che invita i nostri partner ad essere nostri ospiti e raccontare la loro storia». 

 

Per limitare il danno provocato prima dall’esperimento pubblicitario e poi dall’affrettato commento ufficiale, Google ha interrotto la campagna e prontamente diffuso una nuova dichiarazione: 

«Nelle nostre intenzioni questo non doveva essere uno spot. Ciò che si vede circolare online è parte della funzionalità My Day, con cui proponiamo contenuti al momento opportuno dopo aver fornito informazioni utili sulla giornata dell’utente. Stiamo continuando a sperimentare modi che ci permettano di far emergere contenuti unici per gli utenti; in questo caso avremmo potuto fare meglio».  

 

In un posto sul suo blog, l’esperto di comunicazione e di interfacce vocali Brian Roemmele, spiega per quale motivo gli utenti si sono arrabbiati così tanto. «Molto semplicemente, l’unica banda a disposizione su un dispositivo Voice First è la Voce. Qualsiasi cosa venga presentata si appropria dell’intero canale. È l’equivalente di occupare tutto lo schermo di un computer o di un dispositivo rendendolo inutilizzabile per 30 secondi». 

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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